giovedì 27 febbraio 2014

Auguri, Renzi!

Con l'avvento di Renzi alla guida del PD, ma,soprattutto, con l'avvento di Renzi alla guida di un governo giovane e disposto al cambiamento, si può affermare che il cosiddetto fattore K nel più grande partito della sinistra italiana, sia del tutto tramontato.I cespuglietti della nostalgia postcomunista,rappresentati da Cuperlo, Civati e Fassina,  sono da ascrivere ai format della geologia jurassica della sinistra ideologica. Ciò senza offesa per le minoranze del pd. Minoranze rispettabilissime per coerenza e dignità politica. Renzi,in sostanza, ha rottamato un certo modo antiquato di concepire la  sinistra, creando spazi per nuovi consensi plurali, e superando steccati teoretici, cari ad un elitario intellettualismo costituito da attempati (non solo anagraficamente) professori, scrittori,cineasti, giornalisti ecc.. I quali hanno toccato l'apice delle rispettive carriere, nel vecchio PCI. Renzi ha drasticamente rotto il cordone ombelicale  che legava parte del PD al massimalismo ideologico,basato, più o meno occultamente, sulle pregiudiziali classiste e frontiste. Il PD adesso è un partito aperto alla gente, senza vincoli di militanza culturale. Questo dato fortemente innovativo e laico della nuova sinistra, segnerà, d'altra parte, l'esaurimento definitivo della destra berlusconiana. Che ha fallito ogni obiettivo, anteponendo, sistematicamente, gli interessi del leader assoluto e padronale, alla prospettiva di un cambiamento riformatore del Paese.Renzi, con il suo senso del fare, ha sbaragliato i vecchi e stantii canoni della politica vetusta e conservatrice del sinistrismo, vincendo in modo plebiscitario le primarie, avviando l'iter delle riforme istituzionali,a partire dalla legge elettorale, e, sostenuto dal partito, rimuovendo dal governo del paese la lentocrazia impersonata da un incerto presidente del consiglio, come Letta. A cui, peraltro, va attribuito un encomio per la sua ineccepibile serietà. Una serietà però non accompagnata dalla necessaria grinta decisionale.Il governo Renzi  è una risorsa politica che va utilizzata al meglio, affinchè possa produrre effetti rapidi sul fronte delle riforme strutturali. L'Italia deve liberarsi dal macigno di una gravissima crisi, facendo leva su una politica creativa, che rompa con  i tabù di una finanza pavida e conservatrice, dominata dalle imposizioni che vengono dall'UE. Con Renzi la sinistra riformista si assume l'onere di dare una svolta reale alla nostra economia.La svolta è fattibile, rinunciando agli stereotipi delle ipertassazioni legate al limite invalicabile del 3% di disavanzo.
La moderna sinistra liberale non può aderire al progetto economico europeista, finalizzato fideisticamente alle restrizioni, a scapito della produzione e della occupazione!
In democrazia è ammesso il dissenso, anzi il dissenso è un elemento positivo di stimolo. Ma non può essere considerata utile la politica turpiloquente di Grillo e quella di coloro che vogliono creare squilibri e sbandamenti in un sistema già fragile e molto dissestato. La gente ha bisogno di soluzioni per i problemi drammatici legati alla recessione.
I politici che, pregiudizialmente, contestano il governo guidato da Renzi, siano meno avventati nelle loro previsioni "apocalittiche". Stiano, semmai vigili, nell'accertare la validità dell'azione di governo rispetto ai punti programmatici riguardanti le emergenze dell'economia e del lavoro.
Auguri Renzi!

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