domenica 29 dicembre 2013

Cambiare per non precipitare!

La turbolenza politica si accanisce contro il governo-Letta. Renzi chiede un maggiore decisionismo all'attività dell'esecutivo. Pare che la tregua, tra il segretario del pd ed il presidente del consiglio, segni una brusca battuta d'arresto. Intanto il popolo dei contribuenti ancora si lecca le ferite fiscali subite per effetto dall'eccessiva tassazione di fine d'anno (Tares, Imu e quant'altro). Le tredicesime sono state decimate dai pagamenti che i contribuenti hanno dovuto effettuare per far fronte ai tributi imposti in modo vessatorio da comuni, province e stato. Certamente la crisi, con questo quadro impositivo esoso e vorace,difficilmente potrà essere superata. La politica, ai disagi della gente, risponde con comportamenti litigiosi ed inefficienti. L'opposizione al governo, rappresentata da renziani,berlusconiani e grillini, scalpita e pone con immediatezza l'esigenza di nuove elezioni. Renzi, nel suo ruolo di leader del pd,il maggiore partito di governo,esercita una pressione molto tattica nei confronti del suo compagno Letta. Ma si avverte nelle sue esternazioni, una grande voglia di cambiamento.Il 2014 si preannuncia irto di incognite. C'è l'urgenza di varare la nuova legge elettorale. Ma c'è pure nell'aria l'ipotesi che possa verificarsi una tornata elettorale che abbini il voto per il rinnovo del parlamento europeo, con il voto per il rinnovo del parlamento nazionale. Sarebbe - tale evenienza - una iattura,considerato che, in assenza di riforme istituzionali, le elezioni politiche ravvicinate provocherebbero un'ulteriore stasi.Quindi "mala tempora currunt" per quest'Italia che si trova in mezzo al guado, ferma e legata al palo di una classe dirigente impreparata ed impacciata.I pannicelli caldi scaturenti da misure balbettanti e scarsamente lenitive, non servono a niente. Occorrono colpi d'ala vigorosi per uscire dallo stallo, e dare soluzioni concrete ai problemi della gente. Prioritaria è la questione giovanile. Uno Stato che non dà concrete speranze occupazionali ai giovani, è sull'orlo del precipizio esistenziale. O si cambia o si muore! Non è un azzardo porre all'attenzione di chi ci governa attualmente questo fatale dilemma!

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